Lode alla gentilezza

Sembra proprio l’affermazione dell’ovvio: la gentilezza premia più della scortesia! Eppure è considerato forse, tanto fuori moda dialogare a voce bassa, esprimere opinioni e non giudizi, dare modo all’interlocutore di esprimersi con tranquillità, non contrastare l’altro mentre parla e non opporsi prima che abbia terminato il suo concetto. Assistiamo spesso a dibattiti in cui l’unico obiettivo e far prevalere la propria voce. Siamo spesso costretti a tenere a portata di mano il telecomando per adeguare il volume della trasmissione all’educazione dei partecipanti il cui potere di persuasione è spesso affidato ai toni delle proprie espressioni e alla capacità di offendere gli altri. A volte sembra quasi che il conflitto, i contrasti e le divisioni siano necessarie; essere polarizzati nelle posizioni, manifestare smorfie di disgusto e disapprovazione pregiudiziale, sembra proprio riuscire molto bene a tanti. E non c’è bisogno di spostarci tanto dal nostro quotidiano o dalle realtà strettamente familiari per notare un simile decadimento nella cattiva educazione e nella scortesia. Succede in famiglia quando non si presta la dovuta attenzione alla cura di chi la richiede e si risponde con aria seccata o addirittura contrariata; succede a scuola quando certi insegnanti dimenticano per quale ragioni sono in quella classe e con quel preciso alunno, capita a lavoro quando alla richiesta di aiuto di un collega si risponde con freddezza o addirittura fastidio; succede per la strada quando da un parcheggio pare dipendere la lotta per la vita…

Eppure, la gentilezza può diventare un velo sottile, quasi naturale dentro al quale avvolgere i nostri comportamenti, una scelta personale che inevitabilmente ingentilisce anche il contesto in cui è sufficiente anche che uno solo la pratica, uno strumento capace di veicolare incoraggiamento e motivazione ad esprimere il meglio di sé.

La gentilezza non costa, parifica le possibilità, ne sono tutti capaci; ha un enorme potere trasformativo nella propria esistenza e nelle relazioni, ricadendo a cascata nella società. È complicato che nasca un conflitto se l’approccio è gentile. La gentilezza crea opportunità che vanno ben oltre le previsioni. È paziente, investe su tutti, dai più piccoli agli adulti, dal lavoro alla coppia… Ti ripaga e ti motiva ad esserlo di più anche se la scegli come compagna ogni giorno, dal primo saluto del mattino da cui può dipendere l’umore dell’intera giornata. Alcune persone ci sembrano naturalmente gentili anche se occupano ruoli di potere e aprono il nostro cuore alla fiducia perché la gentilezza non può essere solo formale, ce ne accorgeremmo subito. Sai che un sorriso apre alla comunicazione, un abbraccio conduce alla fiducia, un pensiero, un messaggio, un saluto da lontano in cui comunichi a distanza:-ti ho visto e sono felice di salutarti-… ci fanno riscaldare il cuore ed aprono le strade alla collaborazione e alla sinergia. Quante volte mi è capitato di notare che si evita di salutare, si cambia marciapiede, si finge di parlare al cellulare, ci si mostra distratto, pur di non salutare… Cosa nascondi, cosa temi, cosa rappresenta quella persona per te?

La gentilezza, il sorriso, una finestra aperta alla signora difronte, uno sguardo benevolo anche senza parlare, non ha mai rappresentato debolezza; il più tenace tra noi, ama proporsi con gentilezza altrimenti sta nascondendo la paura di perdere, di non essere all’altezza, di non possedere le qualità per essere idoneo all’incontro. La nostra esistenza non è una lotta: famiglie contro insegnanti, marito contro moglie, genitori contro figli e il tutto anche viceversa. Non è una battaglia a vincere, nè a perdere. Tutti abbiamo da lasciare e tutti da apprendere. E la gentilezza può fare la rivoluzione sotto la bandiera del sorriso, della mano tesa, di un’iniziativa che non prendi da mesi, di un invito a pranzo che servirebbe a distendere gli animi. Inizia da subito, non attendere oltre. Vedrai che se inventi un gesto gentile subito dopo aver letto, ti sentirai meglio tu e creerai occasioni di benessere. Sii gentile: dammi ascolto!


Pubblicato

in

da

Tag: